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COME ACCADDE CHE LA GRAVITÀ MI SPENSE

Quando, poco dopo l’alba, scoprirono il cadavere sullo sterrato del parcheggio, parve difficile considerarlo più che uno scheletro. Uno scheletro rivestito di pelle, un po’ molle, spiaccicato a terra come una mela marcia, una calcomania di nervi e muscoli dalla consistenza gelatinosa. Lo rivestiva un’ampia tunica di seta leggera, nera come vela di nave corsara. […]

NOS NUMERUS SUMUS ET FRUGES CONSUMERE NATI

“Siamo numeri, nati per consumare i raccolti”, scriveva Orazio nella sua epistola a Lollio. Con la scelta del verbo “consumere”, il poeta mirava ad accentuare lo sconforto per la nostra anonima esistenza di numeri, il cui destino è consumare granaglie? Usando quel verbo, aveva forse già intuito le mire dell’appetito umano su altri obiettivi oltre […]

LA PALPATA

Anche prima dell’attuale si temette una crisi di governo. Fortunatamente rientrata. La causa? Una palpata ad una signora in mezzo alla folla, vista da molti e documentata tramite i social media. Subito etichettata come violenza inaudita, novità assoluta della corrotta società moderna che mal interpreta il significato di democrazia. Grave che le leggi dello Stato […]

ATENA vs DIONISIO: LA SFIDA CONTINUA

Sto per presentare un raccontino di mitologia minore, nato sotto influssi ambientali e psicologici favorevoli alla sua creazione: nel distacco dalla realtà, quando il sovrannaturale si rivela, confida segreti, racconta storie antiche, ispira azioni future. Gli inventori di miti sono la specie più resistente e impudente degli scrittori: non si accontentano mai, hanno sempre qualcosa […]

SI FA PRESTO A DIRE NATURA!

«Cosa ci posso fare! Oramai, sto mondo è tutto inclinato!!» Così il contadino quando, dopo avergli comperato le uova, ne misi in dubbio la genuinità vedendo le galline ruspare tra vecchie gomme di trattori e plastiche varie. L’“inclinare” stava al posto di inquinare, verbo ancora barbaro nelle campagne di trent’anni fa. Perdonato! Tanto il senso […]

IL VECCHIO CHE SA TRAMONTARE

Un vecchio eccentrico sopravvive nascosto. Fuggito dal prossimo nel tempo (si muove solo nel primo mattino), e nello spazio (evita il bar e la folla), alla domanda come vivere il tramonto dell’esistenza, mi ha comunicato il suo pensiero. L’ho incontrato al porto nel molo più avanzato, detto dei “solitari”, sul tramonto, al fiaccare di un […]

C’È UN FRATE SCULTORE IN CONVENTO

Informativa dell’autore al gentile visitatore. Il racconto breve dal titolo “C’è un frate scultore in convento”, è diventato romanzo di trenta capitoli.Il nuovo titolo dell’opera è: “La finzione della solitudine”. Sono in corso contatti con alcuni editori per la sua pubblicazione.